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Manuale Portatile per la Devozione del Fertile Gaudio

12.00 

Paolo Gentiluomo

Edizioni Sartoria Utopia, 2012
Collana Cumulonembi

Copertina in carta da pacchi con collage originale in diversi colori

Pagg. 32

Formato 22X15,5cm

Tiratura: prima ristampa 100 copie numerate

Descrizione

Paolo Gentiluomo, poeta, romanziere e performer dal talento eclettico, costruisce un vero e proprio canzoniere amoroso.
Con una lingua vulcanica e scoppiettante, generatrice di continue immagini sonore e lessicali il Poeta&Gentiluomo affronta le varie fasi dell’innamoramento: dai vagheggiamenti stilnovistici al primo appuntamento fino alla conoscenza carnale della sua Musa.
Un piccolo canzoniere dal ritmo martellante e bulimico, dove l’amore è inteso nella sua più ricca e debordante carnalità.
Sesso, cibo, gioco e equivoco: ecco i quattro ingredienti di questo Manuale che si prefigge di mantenere sempre Fertile il Gaudio degli amanti.

Paolo Gentiluomo suonò musica industriale coi TamQuamTabulaRasa (tapes-cd). Coordinò con Berisso, Cademartori e Caserza il collettivo di pronto intervento poetico Altri Luoghi. Partecipò al Gruppo 93. Codiresse con Franco Vazzoler la collana teatrale Pedane mobili per la casa editrice Zona. Danzò con il ruolo di “poeta gentiluomo” e “guardialinee” in Danze minute e sTANZe della coreografa-danzatrice Aline Nari. Lesse in feste, festival, gallerie, radio, chiese sconsacrate, monasteri, musei dell’attore, teatri, ex- macelli, varietà patafisici da lui medesimo confezionati (Mosche bianche e pecore nere –2009- e Sia disfatta la tua volontà –2010-). Pubblicò Novene irresistibili (Periferia, 1995), Catalogo (Zona, 1998), il manualetto per ragazzi Poemificio (D’If, 2003), Dice con quanti denti quest’amor ti morde (Mazzoli, 2005), La ragion totale (Zona, 2007), il romanzo Lo smaltimento (Round Robin, 2010), Manuale Portatile per la Devozione del Fertile Gaudio (Sartoria Utopia, 2012), L’onnivoro digiuno (Oèdipus, 2014).

(…) se dunque il corpo fosse tutto bocca e labbra e quante lingue avesse,
ecco, il corpo solo denti molli che affondano nella parte sensibile di me,
rimasta esposta al riflesso, rimasta in ombra sul divenire d’un pertugio,
corpo sola estensione d’una fagocitazione, il ventre ti mangia il senso,
come una morbida palla di pelle senza ossa, senza lische e senza spine,
emersione di mele a galla a vedere come è fatta, le mele a separar mele,
chiuderebbe il morso il profilo delle labbra sul vetro d’uno sfumato corpo
e mangiare mangiare il corpo con il corpo, leccarsene le dita dei piedi,
tutto è già successo su questo bilico, posso (…)

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